Iniziata nel 1469 in stile tardo-gotico, di derivazione fiorentina, probabilmente su un progetto di Francesco di Giorgio Martini, fu completata nel 1587 con la facciata in stile tardo-rinascimentale. La S. Casa, agli inizi del sec. XIV, fu protetta, per tutta l’altezza e la lunghezza, da un muro di mattoni, detto dei recanatesi. Successivamente fu munita all’esterno di un umile portico (“trasanna”) e, più tardi, probabilmente sotto l’episcopato recanatese di Angelo Rinaldi (1383-1412), fu inglobata dentro una prima chiesa dalle modeste forme architettoniche. Nel 1468 il vescovo di Recanati Nicolò delle Aste decise la costruzione dell’attuale tempio, iniziato nell’anno successivo. Morto il vescovo nel 1469, prese a cuore i lavori il pontefice Paolo II che nel 1464, ancora cardinale, era stato prodigiosamente guarito in S. Casa. Il disegno dell’impianto della chiesa si deve, in base ai documenti, a Giovanni Alberti di Milano, che probabilmente ne tracciò le fondamenta e iniziò parte delle murature absidali nella crociera destra, come lasciano supporre le “armi” di Paolo II (1464-1471) che vi sono murate all’altezza del cordone marcapiano. Dal 1471 al 1476 diresse i lavori della fabbrica l’architetto veneziano Marino di Marco Cedrino, già attivo nelle Marche, al quale viene attribuito il disegno complessivo della chiesa, anche per le sue forme tardo-gotiche di matrice veneziana. Nel 1482 venne chiamato a Loreto Giuliano da Maiano per il compimento e la fortificazione della chiesa. Alcuni studiosi gli attribuiscono il progetto generale del tempio, altri gli riconoscono almeno la paternità del disegno unificatore di tutti gli interventi precedenti. Fatto sta che la chiesa, mentre all’interno esibisce forme gotiche veneziane, riferibili all’opera del Cedrino, all’esterno mostra forme rinascimentali, ascrivibili al Maiano, che operò a Loreto fino al 1487. Il sistema difensivo della Basilica, sollecitato dai pontefici a motivo delle devastanti scorrerie dei turchi nell’Adriatico, venne completato tra il 1480 e il 1490 su probabile progetto di Baccio Pontelli che, con la collaborazione di Pietro Amorosi, ha realizzato il camminamento di ronda, coperto e sospeso su beccatelli aggettanti lungo tutto il perimetro del tempio. L’edificio sacro si sviluppa per una lunghezza di 95 m. e per una larghezza di 65 m., con una pianta a croce latina, a tre navate. Un singolare transetto unisce i bracci absidali, divisi a loro volta in tredici ambienti semicircolari, destinati a contenere nove cappelle e quattro sagrestie. È in effetti una chiesa a pianta composita, pianta che fu caldamente proposta, in clima rinascimentale, da Francesco di Giorgio Martini e da Leonardo da Vinci. (tratto dalla guida realizzata da P. Giuseppe Santarelli)